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Visualizzazione dei post da 2017
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CALDO O FREDDO?

Oggigiorno non c'è più una grande distinzione di stagioni. Negli anni '60, invece, ciascuna stagione aveva le proprie specifiche caratteristiche. Era inverno? E allora neve, gelo, vetri ghiacciati. Era primavera? C'era da aspettarsi un po' di vento, un po' di sole, un po' di pioggia. In estate predominavano il caldo e l'afa, talora mitigati da violenti temporali dispensatori di fulmini, tuoni e grandine. E in autunno c'era purtroppo da aspettarsi le prime brine, le prime nebbie, i primi freddi. Orbene, a che cosa si ricorreva negli anni '60 per combattere il freddo o il caldo? A una generosa tazza di latte bollente, magari con orzo, e tanto zucchero. E contro il caldo aranciata, chinotto, gazzosa, ma anche semplicemente acqua resa frizzante dall'"Idrolitina", o corretta da menta o tamarindo. Be', bevande tuttora in uso e adatte allo scopo.


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CUCINA ECONOMICA A LEGNA O A CARBONE

Alla fine degli anni Cinquanta, la cucina economica soppiantò la tipica stufa a legna in ghisa. Molto più funzionale, era  bianca, con uno sportello verticale a sinistra, che, aprendosi, permetteva di caricarla a legna o a carbone, e due sportelli orizzontali, a destra, che immettevano in due forni. Al di sopra della sua piastra in ghisa, da cui si elevava un contenitore estraibile riempito d'acqua da riscaldare, si trovavano delle stecche mobili, attaccate alla canna fumaria, utilizzate per appendere i panni da asciugare. La cucina economica troneggiava, grande e maestosa, su un lato della cucina e sapeva creare un'atmosfera calda, intima, familiare, mentre nell'aria si diffondevano i mille aromi provenienti da pentole, padelle, casseruole posate sul suo piano di cottura, in cui bollivano e rosolavano vivande varie. Eh, sì, perché non solo era adibita al riscaldamento della casa, ma consentiva anche di cucinare, cuocere al forno o sem…
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In alcuni centri rurali c'era ancora lo...



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ALL'EPOCA I QUADERNI DI SCUOLA ERANO COSI'





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CAROSELLO, ANNI '60.
CHI NON LO RICORDA CON NOSTALGIA?




  "Sembra facile, però..." - Omino coi baffi della "Bialetti"



Susanna tutta panna  - Invernizzi



"Ava... come lava!" - Calimero, pulcino nero - Detersivo Ava




"Brava, brava, Maria Rosa, ogni cosa sai far tu, qui la vita è tutta rosa solo quando ci sei tu..."  - Lievito Bertolini



L'IMPALPABILE OMBRA DEL DESTINO

http://ilmiolibro.kataweb.it/…/limpalpabile-ombra-del-dest…/


RECENSIONE DI FABRIZIO BIONDI

Cento pagine di racconti scritti molto bene, avvincenti, con il sottile filo del passato ad unirli sotto un’unica luce che fa da filo conduttore. L’Autrice è riuscita, presentando le sue storie in una veste differente per ognuna di loro, a scrivere una serie di racconti utilizzando diversi generi letterari, ricorrendo anche al giallo in alcune occasioni, aumentando la vivacità narratoria del libro. Il passato quindi come elemento comune, presentato sotto forme diverse, alcune anche fantasiose, come nel caso dei fantasmi, ma quello che accade di volta in volta nella vita dei protagonisti, è interessante e originale. Il destino di ognuno di loro che prende forma e si modifica, assumendo sempre forme diverse, dando il giusto senso a tutta la serie di racconti, per un libro molto convincente.



Coinvolgenti al massimo questi racconti dal finale imprevedibile.Sospesi tra…
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PUBBLICITA' FORMAGGINI ANNI '60








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CARTE ASSORBENTI

E quando gocce d'inchiostro cadevano involontariamente sul foglio, per rimediare al danno, intervenivano prontamente le carte assorbenti.





PENNINI

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PENNINI



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DA: "I DODICI MESI"
EDITRICE PICCOLI
ILLUSTRAZIONI DI MARIAPIA


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LIBRO DI I ELEMENTARE 1959

ILLUSTRAZIONI di GASTONE ROSSINI




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Da: "La rosa superba"

Editrice PICCOLI

Illustrazioni di Mariapia





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PUBBLICITA'  PASTELLI GIOTTO



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LA PRIMAVERA

    dal libro: "L'isola d'oro" 
                     di ALFONSO RIZZO


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PIOGGERELLINA DI MARZO
       di Anton Silvio Novaro

Da: "FILI D'ERBA"
    di ANITA ROMOLI BORRANI
            VALLECCHI EDITORE



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PRIMA ELEMENTARE

Quell'anno era stato avaro di nascite, così ci ritrovammo in sei in prima elementare, cinque bambine e un bambino. Sei scriccioletti su alti banchi di legno segnati da precedenti generazioni in una piccola aula con un soffitto spiovente sopra l'ambulatorio medico.
E un giorno un vero scricciolo è venuto a trovarci. Posandosi sul davanzale della finestra, ci ha guardato con occhietti vispi, chinando il capino un po' a destra un po' a sinistra.
Poi di colpo è volato via, ma il sorriso sui nostri visetti è rimasto, a illuminare la povera stanzetta sotto i tetti, da cui è iniziato il nostro percorso di vita.





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LA MIA PENNA
      di Gianni RODARI 
La mia penna scrive, scrive
parole nere che sembrano vive,
scrive ubbidiente quello che voglio,
correndo svelta sul grande foglio.
Nel calamaio sul tavolino
lei pesca e pesca col pennino.
Nel calamaio c'è un po' di tutto:
il buono, il cattivo, il bello, il brutto,
parole bugiarde e parole vere,
ma io pesco solo quelle sincere.
Le bugie non le posso soffrire:
nel calamaio le lascio marcire.